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Sirtori. Devozione popolare

In questa sezione sono presentati i materiali raccolti tra il 2013 e il 2014.

In questa fase il progetto si è concentrato sul tema della devozione popolare: sono stati scelti alcuni luoghi significativi del paese, sono stati raccolti materiali d'archivio e fonti orali.



Voci di parroci PDF Stampa E-mail

Le principali testimonianze sulle pratiche devozionali sono le memorie annotate dai parroci sul Liber Chronicus o sui registri parrocchiali: vi si raccontano i ritmi della vita contadina del paese, profondamente intrecciati al calendario spirituale; vi si descrivono le processioni, con le strade, le case e le chiese decorate con porte trionfali, sandaline, fiori e luminarie: una lunga preparazione che era già in sé una festa.

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Ceregallo. Cronologia dell'Oratorio PDF Stampa E-mail

L’attuale oratorio di S. Andrea Apostolo, molto amato dai sirtoresi, è sorto nel Seicento a ricordo dei morti per peste che giungevano numerosi nella salubre località collinare (pare che a Sirtori sorgessero due lazzaretti). La località di Ceregallo ha invece origini molto antiche, come dimostra il ritrovamento, nel 1833, di una tomba romana portata alla luce durante alcuni scavi.

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Bevera: un mondo di gente PDF Stampa E-mail

Due testimoni singolari descrivono la festa di Bevera: un poliedrico letterato e una nobildonna milanese in villeggiatura. Lo scrittore Cesare Cantù nella novella La Madonna di Imbevera narra in forma romanzata l’origine della fondazione del santuario e descrive nella parte finale del romanzo la festa e la fiera ottocentesche. Teresa Greppi, nei suoi scritti privati, annota brevemente le impressioni della giornata di festa a Bevera.

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Bevera: fiera, festa e pellegrinaggi PDF Stampa E-mail

Il Santuario di Bevera ha visto nei secoli un afflusso continuo di fedeli provenienti dalla Brianza e dalle province lombarde, in particolare in occasione della festa e della fiera di S. Maria Nascente (8 settembre). Notevole era anche l’afflusso di pellegrini, che qui venivano per bere e fare abluzioni con l’acqua piovana raccolta negli avelli del masso erratico posto vicino all’edificio sacro, secondo un’antichissima pratica pagana ancora diffusa nel XIX secolo.

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Rigamonti Ezio PDF Stampa E-mail

Nativo di Resempiano, classe 1925, il signor Rigamonti ha conosciuto fin da giovane la passione per la fisarmonica che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Nella sua testimonianza racconta come ha imparato, dove e quando suonava (alle feste, nelle osterie, alle gite dei coscritti), con particolare riferimento alla festa di Bevera, ma anche aspetti della sua movimentata carriera professionale.

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